mercoledì 16 marzo 2016

IL PADRE NOSTRO CONNY MENDEZ

IL PADRE NOSTRO


Metafisica alla portata di Tutti

IL PADRE NOSTRO

Adesso parleremo della preghiera che unisce tutte le religioni. Essa è chiamata “PADRE NOSTRO” . 
Il Maestro Emmet Fox dice che questa preghiera è una formula concentrata per lo sviluppo spirituale, che fu composta dal Maestro Gesù con la massima attenzione e con il proposito specifico di produrre un radicale cambiamento nell’anima. L’orazione è composta da sette frasi , o clausole.


Prima frase: PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI.

Anche il più povero dei padri cerca di fare in modo che i propri figli non soffrano, che non manchi loro nulla e, se il padre è ricco, cura i figli e li aiuta in ragione della sua ricchezza.
Stare in Cielo, è una condizione di perfetta felicità in tutti i sensi. Se il Padre è così felice, così perfetto, così ricco che vive permanentemente “nei cieli”, è logico pensare, oltre ogni possibile dubbio, che abbia assicurato ai suoi figli un’esistenza a prova di qualunque avversità.
E’ questa l’idea contenuta nelle parole “che sei nei Cieli”. Prendila in considerazione, meditala, accettala e USALA in tutte le circostanze della tua vita. Essendo essa una Verità, essa ti renderà libero.
Quando pronunci le parole: “PADRE NOSTRO” stai ammettendo, confessando e affermando che siamo tutti fratelli. Stai pregando per il tuo prossimo e realizzando la Legge dell’Amore. Tutto ciò che segue, nella preghiera, è quindi preceduto da questa premessa: stai chiedendo a nome di tutti noi, tuoi fratelli! Dillo proprio con questa intenzione e... che tu sia benedetto, Fratello!
Il Figlio sarà sempre della stessa natura del padre: non è pensabile che un cavallo possa generare una capra, che un uccellino possa impollinare un’orchidea, che una formica generi un’ape o che un essere umano possa dare vita ad un topo.
Se il Padre è Spirito Divino, dotato di tutti i doni ed i poteri; se vive nello stato di grazia, in virtù del quale tutto ciò che desidera, concepisce, afferma o decreta si manifesta istantaneamente, anche il figlio partecipa del suo sangue, della sua natura, dei suoi doni e dei suoi poteri
Non può essere altrimenti; siamo figli nei Cieli, in uno stato di Grazia e tutto ciò che dobbiamo fare è scoprire il modo di manifestarlo. Io ti sto insegnando proprio a manifestarlo. Tu sei nei Cieli, se lo desideri, e non è che tu debba trasformarti in asceta, in un martire, in un anacoreta: niente affatto. Vivi nel tuo mondo: Te lo ha assegnato il Padre Nostro. Goditi il tuo Cielo, ma ricorda di ringraziarlo e dì una volta al giorno la Prima Frase con tutta l’attenzione e tutta la coscienza di cui sei capace.

Seconda frase: SIA SANTIFICATO IL TUO NOME.

Tu sai già che il Nome di Dio è: “IO SONO”. Lo Spirito lo disse Mosè quando questi glielo domandò. Sai anche che non puoi e che non devi utilizzare questo nome con qualunque altra cosa che non sia la perfezione, perché se dici o se pensi IO SONO seguito da una qualunque affermazione negativa o imperfetta, stai mentendo e il “castigo” sarà che ciò che tu ti sei azzardato ad affermare si manifesterà nella tua persona.
Quando pronunci le quattro parole della seconda frase, esprimi il desiderio che i tuoi fratelli, i tuoi simili e tu stesso possiate conservare il nome di Dio santificato, tale quale esso è. In altre parole, stai già lanciando l’immagine e la vibrazione di un linguaggio purificato da qualunque menzogna, da qualunque infamia, da qualunque falsificazione, errore, malattia e imperfezione. Quando ripeti questa preghiera, ripensa alla verità di questa frase... e che il Padre ti ascolti, Fratello!

Terza frase: VENGA IL TUO REGNO E SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ QUI SULLA TERRA COME NEL CIELO.

Come ti ho già detto, la Volontà del Padre, l’intenzione del Padre rispetto ai Suoi figli è perfetta.
La Sua Saggezza, il Suo Amore, la Sua Onnipotenza hanno disposto che sia così, però la Sua Infinita Giustizia ha disposto anche che niente e che nessuno possa interferire fra i Suoi figli ed il desiderio che essi esprimono.
Un Padre così saggio, sa che un bimbo va guidato senza sforzarlo; che dovrà fare l’esperienza di cadere e farsi male, per poter imparare a camminare. Nel Regno dei Cieli il Bambino è sovrano. Nessuno lo costringe: tutti rispettano la sua volontà e il suo desiderio, ma gli danno nello stesso tempo un insegnamento, con immenso amore.
Il bimbo impara presto che i grandi non parlano solamente per disturbarlo ma che, al contrario, parlano per avvertirlo e per salvarlo da una conseguenza spiacevole. Questa è la condizione del Regno. Perciò, quando diciamo: “Venga il tuo Regno”, stiamo chiedendo al Padre di renderci piacevoli le nostre relazioni con i nostri fratelli, i nostri maestri, le nostre guide, i nostri vicini etc... è l’Amore ciò che governa il Regno, ne detta la condotta e ispira la comprensione instancabile. La Volontà del Padre è che i maestri ci insegnino mediante irraggiamento, l’ispirazione diretta del cuore, affinchè la nostra evoluzione possa non subire ritardi e non conoscere ostacoli. La Volontà del Padre, che abbiamo menzionato nella prima frase, è quella che governa nei Cieli e che noi desideriamo vedere governare anche qui sulla Terra, ed è questo ciò che noi torniamo a chiedere in questa terza frase.

Quarta frase: DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO.

La parola PANE simbolizza  ciò di cui possiamo aver bisogno in questo momento. Si sa che il pane resta fresco solo un giorno. Domani sarà già duro, insipido. E’ per questo che la frase dice: “quotidiano”. Ne abbiamo bisogno oggi. Il Padre ha disposto che tutto ciò di cui abbiamo bisogno si vada manifestando nella misura in cui ne sentiamo la necessità. Questo è già stato tutto previsto, lo dice la frase stessa: “NOSTRO” e “QUOTIDIANO” ... ossia riconosciamo, al tempo stesso, che è NOSTRO, ossia non solo mio oppure tuo, ma di tutti. Con questa stessa frase stiamo chiedendo che venga dato a tutti e ciascuno ciò di cui ha bisogno, al momento giusto.
Non riempirti di paura al pensiero che qualcosa ti arriverà in ritardo, o che non ne avrai a sufficienza, oppure che ti finirà prima del tempo, etc...  Devi solamente affrontare questa apparente necessità recitando questa frase oppure chiedendo, con calma, la tua parte: “Padre, Tu hai già dato ordine affinché io abbia questo. In armonia con tutti, sotto la Grazia e in maniera perfetta, io desidero che ciò sia manifestato: Grazie, Padre, per avermi ascoltato, adesso e sempre”. La prova del fatto che, prima ancora che lo chiedessimo, tutto ci è già stato concesso è la seguente:
certamente hai, oggi, la possibilità di fare fronte a tutti i tuoi impegni di oggi, non è così? Oggi hai già tutto il denaro di cui hai bisogno oggi, no? Ebbene: domani sarà un altro “oggi”. Il prossimo anno sarà, a suo tempo, un altro “Oggi” e la stessa cosa dicasi per la prossima settimana e per il prossimo mese.
Non ti preoccupare, perché il Padre ha detto: “Prima che voi chiamiate Io avrò già ascoltato, e prima che voi abbiate finito di parlare, Io avrò già risposto”.

Quinta frase: PERDONA A NOI STESSI I NOSTRI DEBITI COSI’ COME NOI LI PERDONIAMO AI NOSTRI DEBITORI.

Tutte le mancanze che possiamo commettere consistono sempre in un cattivo uso dell’energia divina che ci viene rifornita a tonnellate ogni minuto, in ogni battito del cuore.
Siamo molto in debito con il Padre perché abbiamo disprezzato la Sua energia, sperperando a volte tonnellate di energia in attacchi di collera e di violenza. Se, istantaneamente, chiediamo perdono al Padre, il danno non sarà così grande ed il “castigo” non si manifesterà, in primo luogo perché “un peccato riconosciuto è un peccato perdonato” e poi perché il Padre ci ha già perdonato comunque. Siamo noi che dobbiamo perdonare noi stessi, e questo lo facciamo quando riconosciamo di avere sbagliato.
Adesso, il punto chiave della frase: nello stesso modo in cui perdoni i tuoi debitori, nello stesso modo nel quale ti comporti verso il tuo prossimo, così puoi sperare che il Padre si comporti verso di te, solamente che non è il Padre, personalmente, che ti rimanda la risposta: sono le Leggi che danno a ciascuno ciò che si merita.
Gesù compose la preghiera con tale maestria che, se chiederemo il perdono per noi senza avere prima perdonato a nostra volta i nostri fratelli, ci si fermerà in gola la preghiera e non potremo continuare fino a quando non saremo andati a sistemare le nostre cose con i nostri fratelli, al più presto.
Se sei di coloro che vedono che tutto è difficile, se riesci a tirare avanti solo a fatica, con lotte gigantesche, non ti venga in mente di dire: “non ho fortuna”, oppure: “la sfortuna ci mette sempre lo zampino”. Bugie!
Ciò che succede è che sei duro con i tuoi fratelli, che c’è qualcuno che non hai perdonato, oppure dai continuamente ad altri la colpa per i tuoi insuccessi.
In primo luogo, perdona tutti. Assumiti l’impegno di dire questa frase tutte le sere, prima di posare la testa sul cuscino: “Io perdono tutte le persone che abbiano bisogno del mio perdono, uomo, donna o bambino. Io perdono me stesso e chiedo perdono al Padre”.  Che la frase sia sincera, senza riserve, assoluta; se resta in te un qualche piccolo risentimento contro qualcosa o qualcuno, esso sarà come un muro tra te e il Padre, un muro fra te e le manifestazioni di pace e di prosperità.
Quando avrai compiuto questo atto di perdono, non ripeterlo assolutamente: sarebbe come riconoscere che il tuo perdono non ha una grande validità. Ogni volta che ti venga in mente, dì sempre: “L’ho già perdonato”.

Seste frase: NON LASCIARCI CADERE IN TENTAZIONE, MA LIBERACI DAL MALE.

Il Padre non ci manda delle tentazioni. La verità di questa frase risiede nel fatto che, quanto maggiore é l’elevazione spirituale che sarai riuscito a raggiungere, tanto più diventerai sensibile e per questo ti aspettano poderose e sottili tentazioni contro le quali devi stare in guardia. La peggiore di tutte è l’orgoglio spirituale, che alza un muro d’acciaio fra l’individuo ed il suo Dio. Contro di essa non vi è altro rimedio che affermare spesso il famoso detto del Maestro Gesù: “IO SONO mansueto e umile di cuore”. Questa ultima parte ti indica che è la richiesta che viene dal cuore quella che ottiene una risposta. Se tu chiedi: “Non lasciarmi sprecare le opportunità di fare il Bene”, vedrai quanto sarai protetto contro tale spreco. Se tu chiedi che non ti si permetta di cadere in quelle tentazioni sottili, sarai esaudito e protetto, come dice chiaramente la Bibbia: “Se il figlio chiede al Padre pane, Egli non gli darà un serpente”.
Dicono che il peggiore dei peccati è quello di cui non siamo consapevoli. Chiedi al Padre che ti mostri quali sono le tue mancanze nascoste. Chiedi al Padre che non ti lasci diventare una vittima di cose come, ad esempio, lavorare per la propria gloria oppure agire guidato da preferenze personali, nel tuo lavoro di aiuto e di servizio verso l’umanità. Chiedi e ti sarà dato. Bussa e ti sarà aperto. Cerca e troverai.
Liberaci dal male. Questa frase non ha bisogno di spiegazione ma, soprattutto, chiedi che ti si permetta di capire quanto sia irreale il cosiddetto “male”. Esso non esiste, dato che l’apparenza di tutti i mali è semplicemente uno stato nel quale domina il polo negativo e che ha solo bisogno del polo positivo per affermarsi come un bene evidente. Non può esistere nulla che non contenga entrambe le polarità. Ciò che sta esprimendo solamente il proprio polo negativo si equilibra e sembra scomparire quando si polarizza verso il positivo...

Settima frase: PERCHE’ TUO E’ IL REGNO, IL POTERE E LA GLORIA.

Saggia e potente affermazione! Con essa ti si obbliga a riconoscere il Padre come Unica Presenza e Unico Potere. Ti si obbliga a dissolvere l’orgoglio spirituale, l’ultima delle mancanze da superare. Un esempio del tremendo castigo che questa mancanza provoca lo ha dato la “caduta” del più glorioso degli angeli, Luzbel, che è diventato Lucifero a causa del suo peccato di orgoglio. Questo dev’essere un’allegoria affinché nessun Maestro nomini un tale personaggio. In ogni modo, l’ultima affermazione del Padre Nostro compie la missione di liberarci dall’ultimo dei pericoli, a condizione di essere recitata con piena intenzione, fervore e sincera devozione.



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